5 Gennaio 2017
Distributori automatici in Italia: tutti i numeri di un settore in crescita

Italia patria dei distributori automatici? Può sembrare strano, eppure è proprio così: il cosiddetto vending è un settore che nel Belpaese colleziona numeri davvero da capogiro, per numero di nuove aziende e andamento del fatturato. A fare il punto della situazione ci ha pensato CONFIDA, l’Associazione Nazionale della Distribuzione Automatica, che ha confermato i dati diffusi lo scorso 31 agosto dalla Camera di Commercio di Milano, riguardanti la crescita delle imprese nel comparto.

 

Guardando al Registro delle Imprese, su base nazionale nel 2016 si è infatti evidenziato un incremento di aziende operanti nel settore del 6,1%: a fare la parte del leone, forse a sorpresa, due province del Sud, ovvero Bari (+29,2%) e Napoli (+19,9%). Un bel traguardo, considerando che storicamente è sempre stata la Lombardia il primo mercato di riferimento per la distribuzione automatica (oltre 1 distributore su 6 è lombardo), nata e diffusa in origine proprio nelle grandi aziende del Nord d’Italia.

 

Oggi, però, i distributori di cibi e bevande fanno ormai parte dell’arredo urbano di tutto il Paese e sono praticamente parte integrante di aziende, università e luoghi pubblici con oltre 800mila vending machine installate: non è un caso, infatti, che secondo una ricerca di CONFIDA ben il 52% degli italiani abbia dichiarato di averne utilizzata almeno una nel corso dell’ultimo anno. Di questi, il 27% sostiene di comprare cibi e bevande tramite distributore ogni giorno, il 30% da una alle tre volte a settimana. La fascia anagrafica di riferimento dei consumatori è quella tra i 25 e i 54 anni, senza differenze significative tra uomini e donne. Particolarmente rilevante è anche il fatto che addirittura il 77% dei clienti si dica soddisfatto del servizio ricevuto: una percentuale che spiega alla perfezione il trend positivo nel settore del vending.

 

Secondo Pietro Angelo Lazzari, Presidente di CONFIDA, il mercato della distribuzione automatica vale 3,4 miliardi di euro, con un fatturato in crescita del 3,1% grazie agli oltre 10 miliardi di consumazioni erogate ogni anno. Un successo meritato per un settore che è stato capace di innovarsi profondamente: dagli albori di semplici macchinette che distribuivano solo caffè e alcuni tipi di bevande fresche, ad apparati in grado di erogare una vasta gamma di snack e bibite adatte per ogni tipo di esigenza nutrizionale, con un occhio di riguardo anche alla dieta, al benessere e alle intolleranze alimentari.